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Circolare n. 8/99 (Diritto allo sciopero)


                               Roma, 25 maggio 1999

                   Circolare n. 8


                         O G G E T T O

                                Esercizio del diritto di sciopero.

 

 

Lo sciopero, contemplato dalla Costituzione della Repubblica, consiste come è noto in una astensione collettiva dal lavoro per la tutela di interessi di categoria.

La materia già abbondantemente elaborata dalla dottrina ed arricchita da una regolamentazione spontanea generata dalla prassi, ha formato oggetto di numerose pronunce giurisprudenziali talché essa costituisce attualmente un istituto che ha raggiunto una sua disciplina nel nostro sistema giuridico.

A base di tale istituto sta non soltanto la libertà ma anche il riconoscimento del diritto di sciopero. Principio essenziale, questo, perché mentre la mera libertà di sciopero limiterebbe i suoi effetti all’esclusione di sanzioni penali o disciplinari, trattandosi invece di un diritto, nessuna conseguenza neanche nel campo civile (quale rottura di contratto o rifusione dei danni) può derivare a chi, effettuando lo sciopero, tale diritto eserciti. Durante lo sciopero, proclamato dalle organizzazioni di categoria, non si ha che una sospensione del rapporto di lavoro, restando temporaneamente senza esecuzione le obbligazioni fondamentali che caratterizzano il rapporto stesso: l’obbligo, cioè, della prestazione d’opera e quello corrispondente della retribuzione.

Dalla proclamazione legittima dello sciopero deriva pertanto il diritto subiettivo del lavoratore di attuarlo. Tale diritto non costituisce peraltro un obbligo in quanto, correlativamente alla libertà di sciopero, è garantita anche la libertà di lavoro, il diritto, cioè, del singolo lavoratore di non aderire allo sciopero stesso.

 

 

 

Nota bene:  La presente circolare sostituisce le circolari: n. 23 del 9 maggio 1969 (B/XIX/1), n. 54 del 13 dicembre 1969 (B/XIX/4), n. 13 del 20 febbraio 1975 (B/XIX/7), n. 14 del 1° marzo 1975 (B/XIX/8), e la n. 3 del 18 gennaio 1980 (B/XIX/9) che vanno stralciate dal raccoglitore verde.

 

 

Alle Direzioni Generali, ai Servizi ed agli Uffici del Ministero.

Alle Rappresentanze Diplomatiche ed agli Uffici Consolari di 1a categoria.

 

 


 

 2. Poiché si verte in materia di diritti subiettivi, nessuna azione può ritenersi lecita quando sia diretta ad esercitare una influenza sulla volontà del lavoratore, il quale deve potere in piena libertà e nell’assenza di qualsivoglia condizionamento esteriore fare uso del suo diritto di aderire o meno allo sciopero.

Per quanto si tratti di principi noti, si ritiene opportuno attirare su di essi l’attenzione degli Uffici e del personale dipendente per il caso di scioperi cui siano interessati impiegati di  questa Amministrazione.

In caso di sciopero, per consentire all’Amministrazione di effettuare le ritenute previste dalla legge, si pregano le Segreterie delle Direzioni Generali e dei Servizi, i Capi degli Uffici autonomi, nonché i Capi delle Rappresentanze diplomatiche e degli Uffici consolari, di far pervenire alla Segreteria della Direzione Generale del Personale e Amministrazione, entro il secondo giorno successivo allo sciopero stesso o con il primo corriere utile, i fogli di presenza firmati dal personale eventualmente presente in Ufficio. Per gli assenti dovrà precisarsi se l’assenza sia giustificata o meno. L'elenco dei nominativi del personale dovra' fare riferimento alla qualifica rivestita. Gli uffici all'estero dovranno anticipare per fax o per posta elettronica i dati, anche negativi, relativi alla partecipazione allo sciopero.

 


Il Direttore Generale del personale e dell'Amministrazione

                                DOMINEDO'                                                                                                                  

 


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