FLP Affari Esteri

Coordinamento Nazionale

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Il nuovo modo di fare Sindacato dei dipendenti pubblici                                


La F.L.P. - Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, è nata nel 1999 per abbracciare tutti i comparti del Pubblico Impiego e delle Funzioni Pubbliche esistenti, a seguito dei processi di ristrutturazione della Pubblica Amministrazione, attuati con le leggi "Bassanini", che prevedevano allora il decentramento amministrativo, il trasferimento delle funzioni statali ad altre strutture pubbliche o private e la costituzione di nuovi Comparti contrattuali, quali Agenzie Fiscali e Presidenza. 

Nel 2004, la F.L.P. ha aderito, come organizzazione costituente, alla C.S.E. – Confederazione Indipendente dei Sindacati Europei, confederazione sindacale che, in controtendenza rispetto al trend generale, in occasione del il rinnovo delle RSU ha conquistato il requisito di confederazione maggiormente rappresentativa, acquisendo il diritto di sedere ai tavoli della contrattazione assieme alle altre sigle sindacali. 

La F.L.P. si muove in controtendenza, dunque, rispetto alle perdite di consenso fatte registrare negli ultimi anni dai sindacati tradizionali; il dinamismo che la caratterizza trova riscontro nella volontà, propria dell’attuale Segreteria, di voler costruire un soggetto sindacale nuovo, che proceda ad una completa revisione del rapporto tra il Sindacato e i lavoratori, aggregando, con la F.L.P., tutto il settore del Pubblico Impiego, profondamente modificato dalle trasformazioni in corso e da quelle future. 

L’idea di fondo è quella di recuperare la partecipazione dei lavoratori alle scelte del sindacato, attraverso un potenziamento di alcuni strumenti contrattuali (ad esempio il referendum) con cui i primi possano verificare il lavoro svolto da quest’ultimo. 

Al tempo stesso, fondamentale elemento su cui si concentra l’azione della F.L.P. è il recupero, all’interno della categoria degli impiegati pubblici, di una coscienza collettiva critica e responsabile. 

Dopo decenni di azioni miopi e clientelari, infatti, il clima della società e l’atteggiamento del mondo politico nei confronti del pubblico impiego è notevolmente cambiato: in particolare proprio i dipendenti pubblici sono diventati il bersaglio preferito dell’azione di taglio alla spesa pubblica, operata negli ultimi anni da tutti i Governi. 

In un mondo governato dalle regole della sfida produttiva è necessario che anche all’interno delle Amministrazioni Pubbliche il personale sia organizzato e rappresentato secondo modelli nuovi, i quali non si pongano come la risultante di contrapposizioni ideologiche ormai superate. 

Il sindacato moderno si fonda sulla reattività all’offensiva lanciata da Governo e Confindustria rispetto al pubblico impiego, con cui si stanno introducendo pesanti forme di flessibilità nell’organizzazione del lavoro senza al tempo stesso procedere alla valorizzazione professionale degli addetti. 

Viviamo da tempo la realtà di Amministrazioni che snobbano i propri dipendenti, e la politica governativa che sancisce tale situazione si manifesta attraverso fenomeni ben noti: la riqualificazione professionale rispetto
all’introduzione delle nuove tecnologie è praticamente nulla; gli aumenti retributivi sono di fatto bloccati da troppi anni, rispetto ad un inasprimento degli orari, al mancato riconoscimento delle mansioni effettivamente prestate e all’aumento della pressione fiscale. 

Gli esiti della politica della "concertazione" portata avanti dai confederali, sono stati sostanzialmente negativi per la nostra categoria, con ricadute che hanno eroso, e continuano ad erodere, i diritti acquisiti. 

La reazione a questo stato di cose passa attraverso un rifiuto della logica su cui si fonda la "concertazione", ovvero il baratto politico con cui gli altri sindacati in questi anni hanno utilizzato i lavoratori pubblici per raggiungere obiettivi di monopolio sindacale nonché di occupazione di importanti settori della burocrazia e delle posizioni determinanti nel controllo e nello sfruttamento del sistema previdenziale (rispetto al quale si apprestano a recitare un ruolo di punta in relazione alle migliaia di miliardi che verranno investiti nel settore della previdenza integrativa).

La Flp Affari Esteri nasce anche alla Farnesina in contrasto a quelle che sono state per anni le politiche dei sindacati confederali. Raccoglie esperienze di dirigenti sindacali e colleghi (come a livello nazionale) che hanno abbandonato CGIL, CISL, UIL o altri sindacati, perché stanchi di essere rappresentati da sigle ormai compromesse con un vecchio sistema, e complici del degrado che si sta vivendo hanno quindi deciso di creare e aderire ad un sindacato autonomo e libero che permette di esprimere, rivendicare, denunciare diritti, sprechi, illegalità ed ingiustizie con il solo scopo di rendere l’immagine e l’operato della PA più trasparente e al servizio del Paese. Nella Flp Affari Esteri, aderirono, sin dal primo momento, un crescente numero di colleghi, non solo provenienti da altre sigle sindacali tradizionali, dalle quali non si sono più sentiti rappresentati, ma anche di colleghi che mai avevano aderito in passato ad alcun sindacato e per la prima volta hanno quindi deciso di dare fiducia alla FLP, aderendo e dando forza al nuovo modo rappresentare il dipendente pubblico. 

Merito (per un’adeguata carriera amministrativa), trasparenza, equità e legalità: sono i principi cardine, cui si ispira la nostra organizzazione sindacale. Coloro che li condividono dovrebbero trarre le logiche conseguenze. 

La FLP Affari Esteri è composta esclusivamente da personale di ruolo, particolarità che permette di difendere con più forza le aspettative e le specificità di una categoria essenziale e insostituibile per la sicurezza del Paese. 

Il lavoratore viene rimesso al centro dell’operato del sindacato rivendicandone rispetto, merito e carriera. Per la prima volta l’azione sindacale riesce ad uscire fuori dai confini del palazzo ed attira l’attenzione dei media, degli Organi di controllo, delle Commissioni Esteri, del Governo.

RINNOVIAMO IL SINDACATO PER RICONDURLO ALLA SUA FUNZIONE PRIMARIA

RINNOVIAMO LA FARNESINA 


 RINNOVIAMO LA PA


CCNL Ministeri








LA DOLOROSA STRADA