FLP Affari Esteri

Coordinamento Nazionale

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1293: Resoconto su IIC a New York


Prot. n. 1293/ 2012 Roma, 19 ottobre 2012

 

Riservata alla persona

Al Signor Segretario generale

Ambasciatore Michele Valensise

e p.c.: -

- Corte dei Conti

- Ispettorato Generale di Finanza

 - MEF

Loro Sedi

Signor Segretario Generale,

le notizie ogni giorno più preoccupanti che ufficiosamente pervengono a questo Sindacato dalla Sede di New York, in relazione alla gestione amministrativa, finanziaria e del personale dell’Istituto di Cultura da parte del direttore chiara fama Prof. Riccardo Viale, ci spingono ad esternarle la nostra più forte preoccupazione per quanto sta accadendo in quella prestigiosa Sede.

Come Le è noto, la FILP Farnesina ha indirizzato in data 12 settembre c.a. una lettera al Sig. Ministro Terzi, estesa per doverosa conoscenza alla Procura Generale presso la Corte dei Conti e all’Ispettorato Generale di Finanza, in riferimento al circostanziato esposto inoltrato in via gerarchica al Console Generale di New York Min.plen. Natalia Quintavalle dal nostro delegato sindacale a New York, Dott. Giovanni Desantis il 24 giugno 2012.

In quell’esposto, veniva ipotizzata e analiticamente descritta una serie di gravi profili di criticità riscontrabili nella gestione amministrativo-contabile e in una serie di scelte poco trasparenti operate dal direttore chiara fama dell’Istituto specialmente nel settore dei corsi di lingua e per il ricorso sistematico a consulenze esterne, anche in mancanza di presupposti di legittimità, scelte che hanno determinato un volume di spesa a carico del bilancio dell’Istituto di Cultura talmente ingente da incidere negativamente sulla quantità e qualità dell’offerta di promozione culturale dell’Istituto, non solo, ma anche da suscitare gravi perplessità in ordine a ipotizzabili danni all’erario e ad un uso diciamo “disinvolto” o comunque opaco del denaro pubblico. Non si capisce quali motivazioni manageriali abbiano spinto per anni il prof. Viale ad affollare l’Istituto di “consulenti” esterni (7, forse 8 unità), privi dei requisiti di “altissima professionalità e competenza” richiesti dalla legge e con modalità contrattuali tipiche dei rapporti di lavoro subordinato, per svolgere i compiti ordinari che sarebbero spettati al personale dello Stato in servizio all’Istituto (segreteria del direttore, amministrazione, bilanci, contabilità, promozione di eventi artistici, assistenza alle manifestazioni…).

Appare sconcertante, in tempi di spending review e di sacrifici sempre più sanguinosi richiesti al personale, che a New York il direttore chiara fama (la cui ISE ammonta a circa 20.000 euro) sembri, come riferitoci, affetto da cronico assenteismo, fruisca di ferie e congedi vari senza le prescritte autorizzazioni, non esibisca certificati medici in caso di malattia e sia continuamente assente per “viaggi di servizio” in Italia senza che nessuno al Consolato Generale sembri avvedersi di questo “andazzo”. Il Prof. Viale, che è tuttora professore universitario, presidente della Fondazione Rosselli e membro di vari consigli di amministrazione, continua a viaggiare per l’Italia e il mondo (e a percepire ulteriori lauti emolumenti, aggiuntivi all’ISE) apparentemente dimentico dei suoi doveri d’ufficio a New York. Un tale attivismo del Prof. Viale su lidi lontani da New York, non risulta nemmeno aver generato decisivi benefici per le entrate dell’Istituto in termini di raccolta fondi e sponsorizzazioni. Al contrario, le opacità riscontrate negli articoli di spesa sembrano aver arrestato il cammino del bilancio consuntivo 2011 e del bilancio preventivo 2012, inviati con estremo ritardo al Ministero e non ancora approvati, circostanze che sembrano preludere ad una completa paralisi delle attività dell’Istituto.

Ombre cupissime gravano poi sulla gestione patrimoniale dell’Istituto, in particolare sulle consistenze inventariali che non risultano aggiornate da tempo immemorabile e sulla biblioteca dell’Istituto, da cui risulta uno scostamento di quasi 12.000 (dodicimila!) numeri tra libri ad inventario e libri materialmente presenti in Istituto (non vorremmo trovarci dinanzi a un’altra “biblioteca dei Girolamini”!).

Forse ancora più sconcertante, se possibile, è che il Prof. Viale risulti contemporaneamente direttore chiara fama dell’Istituto di Cultura (con visto diplomatico) e, dai documenti accertati, presidente di una associazione americana (“Friends of the Italian Cultural Institute of New York”), con sede nella sua casa newyorchese a 40 Central Park South (per la quale sicuramente percepisce anche il contributo abitativo), associazione che ha praticamente la stessa “ragione sociale” dell’Istituto e alla quale paradossalmente sono finiti i proventi dei corsi di lingua organizzati dall’Istituto di Cultura!

E’ lecito domandarsi se di questo conflitto di interessi “grande come una casa” del direttore dell’Istituto (686 Park Avenue) e di tutti le altre opacità della gestione Viale – di cui lo stesso personale a contratto dell’Istituto si è più volte lamentato per iscritto con il Ministero - si sia mai avveduto il Consolato Generale di New York (che ha sede alla porta accanto, 690 Park Avenue).

Di fronte a tutte queste palesi e conclamate anomalie, si vorrebbe sapere: qual è stato l’atteggiamento del Consolato vigilante? Ha il Consolato Generale di New York effettivamente e concretamente esercitato – sia preventivamente che in sede sanzionatoria - i poteri di indirizzo e vigilanza sulle attività dell’Istituto affidati ad esso dalla legge e, se del caso, ha ottemperato senza indugio all’obbligo di immediata denuncia alla Procura Generale presso la Corte dei Conti?

In conseguenza della delicata situazione sopra delineata, Le saremo grati, Signor Segretari Generale se, come già illustrato per le vie brevi durante la riunione dello scorso 20 settembre, vorrà aggiornarci circa lo stato dei provvedimenti eventualmente posti in essere da codesto Ministero al fine di accertare da una parte le ipotesi di danno erariale e ogni altra ipotesi di reato configurabili nei comportamenti tenuti dal direttore Viale e di azionare il conseguente recupero di eventuali somme a credito dell’Amministrazione e dall’altra, qualora se ne ravvisino gli estremi, nell’ eventuale comportamento omissivo del Console Generale di New York a cui per legge competono indirizzo, vigilanza e immediata denuncia in caso di ipotesi di danno erariale e di ogni altra configurabile ipotesi di reato.

Si chiede inoltre che siano indicati i concreti provvedimenti posti in essere per evitare deprecabili azioni intimidatorie o ritorsive – che già sembrano profilarsi - nei confronti del nostro delegato sindacale (il cui coraggioso esposto è all’origine della verifica amministrativa che risulta condotta dall’Ambasciata di Wahington presso l’Istituto di New York nel mese di luglio 2012) o tentativi di delegittimare, marginalizzare e umiliare la sua professionalità o ancora provvedimenti volti ad impedirgli di avere legittima conoscenza di fatti e documenti (inclusa la messaggistica) utili a tutelare la sua posizione giuridica, lavorativa e sindacale.

Con la nostra più viva gratitudine per ogni elemento di chiarezza che Lei vorrà apportare in questa inquietante vicenda che, in mancanza di tempestivi rimedi, potrebbe arrecare grave nocumento al prestigio delle nostre sedi americane e per il futuro della promozione dell’immagine del nostro Paese anche in vista del 2013 Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, con i più cordiali saluti.

 

Il Coordinatore Generale

    Dr. Maurizio Polselli


CCNL Ministeri








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