FLP Affari Esteri

Coordinamento Nazionale

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1289: SEAE e Serv. Dipl. Italiano


Prot. n.  1289/ 2012 Roma, 8 ottobre 2012                                                                                    Appello pubblico

 

 

SEAE e Servizio Diplomatico Italiano

 

Al signor

Presidente della Repubblica

Presidente della Camera dei deputati

Presidente del Senato della Repubblica

Presidente del Consiglio dei Ministri

Presidente delle Commissioni Parlamentari Affari Costituzionali, Esteri, Lavoro.

Presidente della Corte dei conti

Ministro degli Esteri

E p.c.:     Ministro dell’Interno

Ministro della Giustizia

Ministro  del Lavoro

Loro sedi

Signor Presidente,

Illustri ed Onorevoli Signori, Signor Ministro,

la ragione per la quale riteniamo di indirizzarLe la presente è per rappresentare il nostro vivo disappunto in merito alla distorta e falsa informazione che viene data all’opinione pubblica sulla presenza italiana nel SEAE (conosciuto anche come Servizio Diplomatico Europeo) ed in merito al modus agendi dell’Amministrazione del Ministero degli Affari Esteri (MAE) sulla gestione delle candidature di propri funzionari al Servizio Europeo di Azione Esterno (SEAE).

 Già nell’ottobre 2010 questo sindacato aveva inviato una lettera aperta all’allora Ministro degli Affari Esteri ed ai Presidenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato per denunciare i magri risultati ottenuti da candidati italiani nelle assegnazioni di posti di rilievo presso le Delegazioni dell’U.E.

A distanza di un anno e mezzo poco o nulla è cambiato rispetto a quella situazione.

Il trionfalistico comunicato ministeriale del 17 maggio 2012 con cui la Farnesina accoglieva con soddisfazione la nomina di Michele Cervone D’Urso a Inviato Speciale dell’Unione Europea per la Somalia, dichiarando che con la nomina di Cervone D’Urso saliva a 99 il numero complessivo di funzionari italiani in servizio al SEAE, nascondeva una falsità ed un equivoco di fondo manipolato ad arte.

FILP evidenzia che i 99 funzionari di cittadinanza italiana in servizio al SEAE sono perlopiù funzionari già dipendenti della Commissione Europea o del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea e che sono transitati al SEAE dopo la sua costituzione nel luglio del 2010. Questo è il caso, per esempio, del nuovo inviato speciale per <_st13a_personname productid="la Somalia Michele Cervone" _w3a_st="on">la Somalia Michele Cervone D’Urso che dal 1994 lavora alle dipendenze dell’Unione Europea.

I funzionari italiani, dipendenti del Ministero degli Affari Esteri ed appartenenti alla carriera diplomatica, che sono transitati come agenti temporanei al SEAE dalle prime selezioni effettuate nell’agosto 2010 ad oggi, si contano nell’ordine di appena dieci, nonostante siano stati espletati vari concorsi diplomatici che, in deroga al blocco delle assunzioni, hanno consentito di assumere decine e decine di giovani diplomatici!

In merito al modus agendi dell’Amministrazione si segnala la politica restrittiva adottata dall’ufficio I della DGRI nel concedere ai funzionari di questa Amministrazione il nulla osta al distacco presso le Delegazioni dell’U.E.

Questo sindacato è a conoscenza di casi di espliciti e formali dinieghi da parte della DGRI ufficio I nei confronti di validi e preparati funzionari con la generica motivazione della gravissima carenza di personale di cui soffre il Ministero.

FILP ribadisce che questa linea oltranzista seguita dall’Amministrazione, oltre a ledere l’interesse nazionale ad avere personale qualificato presso il Servizio Diplomatico europeo, viola specifiche disposizioni di legge, Direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché circolari interne del Ministero emanate dalla Segreteria Generale.

Nell’ordine, l'art. 1 della LEGGE 17 dicembre 2010 , n. 227 così dispone:

"1. La Repubblica promuove l'accesso alla funzione pubblica internazionale e riconosce il ruolo svolto dai funzionari italiani che prestano servizio presso le organizzazioni internazionali alle quali l'Italia aderisce, di seguito denominate «organizzazioni internazionali»."

L'art. 2 della DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI del 2 agosto 2010 ("Ruolo dei funzionari internazionali di cittadinanza italiana"), in merito agli adempimenti delle amministrazioni, così dispone:

   “1. Lo Stato promuove la partecipazione dei cittadini italiani  alla funzione pubblica  internazionale,  favorisce la formazione mirata all'ottenimento delle professionalità  necessarie  e  facilita  la diffusione  delle  opportunità  di  impiego  nelle organizzazioni internazionali in  tutti  gli  ambienti  potenzialmente  interessati, incluse le regioni e le autonomie locali, gli enti di  ricerca  e  il settore privato.

  2. Le Amministrazioni dello Stato, d'intesa con il Ministero  degli affari esteri, adottano ogni opportuna iniziativa per incrementare la presenza italiana nella funzione pubblica  internazionale  sotto  gli aspetti qualitativo e quantitativo, anche favorendo il distacco,  il collocamento  fuori  ruolo  e  la  mobilità volontaria  dei  propri funzionari verso le istituzioni europee e le organizzazioni internazionali, anche mediante l'applicazione  dell'istituto dell'aspettativa previsto dall'art. 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Le Amministrazioni valorizzano tali opportunità di crescita professionale  nel  percorso  di  carriera  dei  propri funzionari."

Infine nel messaggio (prot. MAE0351637 del 26 ottobre 2010) avente ad oggetto “SERVIZIO EUROPEO D'AZIONE ESTERNA: PROSPETTIVE E LINEE GUIDA PER IL MINISTERO” la Segreteria Generale del MAE testualmente afferma che la nostra qualificata partecipazione al SEAE è pertanto una priorità dell’Amministrazione ai fini della promozione, anche nel quadro europeo, degli interessi nazionali, come pure per favorire quel consolidamento degli assetti istituzionali dell’UE, che di quegli interessi e’ tanta parte.

FILP ribadisce che, va da sé, detta incresciosa situazione (che, peraltro, comporta ingenti spese erariali) non può essere da noi (che abbiamo fatto della trasparenza e della legalità il nostro credo ed il nostro baluardo) né sottaciuta né ignorata.

Tuttavia, come è nel nostro stile, prima di avviare tutte le iniziative giudiziarie del caso anche davanti alla Corte dei conti, veniamo a chiederLe un urgente confronto sul problema che ci occupa attraverso la procedura di raffreddamento prevista dalla vigente contrattazione collettiva.

FILP ricorda che ove la superiore richiesta restasse inascoltata, si vedrà costretta, in qualità di soggetto portatore di interessi collettivi, ad avviare tutte le procedure di rito consentite dalla legge che potrebbero anche bloccare l’assunzione di decine di giovani diplomatici che invece di rafforzare la presenza italiana nel SEAE, come annunciato dall’Amministrazione, continuano ad infoltire gli organici del personale pagato come dirigente (con un rapporto oggi di uno stipendio da dirigente ogni tre impiegati) presso il Ministero degli Affari Esteri.

Confidando nella possibilità di ricondurre l’Amministrazione degli Affari Esteri a comportamenti costruttivi e in sintonia con lo spirito dell’azione di Governo e con il momento difficilissimo che il nostro Paese sta attraversando,

si offrono i sensi della più alta stima.

 Il Coordinatore Generale

        Maurizio Polselli


CCNL Ministeri








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