FLP Affari Esteri

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1272: Licenziamenti e valutazioni bis


FILP Farnesina

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FILP Affari Esteri


  00194 ROMA – P.le della Farnesina 1

Prot. n. 1272 /2012 Roma, 18 giugno 2012

Licenziamenti e Valutazione

NOI AREE FUNZIONALI SIAMO SOLO ZAVORRA DA TAGLIARE


Nel comunicato FILP n.1223 “IL NAUFRAGIO DELLA VALUTAZIONE al MAE” del giorno 8 febbraio 2012 avevamo denunciato la profonda ingiustizia, le incoerenze e le manipolazioni del sistema di valutazione introdotto al MAE e annunciato che la questione della valutazione si sarebbe posta in connessione con la messa in mobilità e quindi dei licenziamenti. La FILP fu accusata di mentire e insultata. Oggi basta aprire i giornali per capire chi aveva ragione. La valutazione è il randello con cui siamo stati e verremo bastonati dalla razza superiore dei dirigenti-diplomatici, immuni da ogni responsabilità sullo sfascio che hanno provocato. Ci vogliono far sparire e se non opponiamo resistenza, spariremo. FILP ha denunciato che abbiamo perso mille colleghi in due anni, ne perderemo altri mille nei prossimi due e il progetto è di eliminare all’estero tutte le Aree Funzionali del MAE, quelli che le leggi le devono applicare senza fare distinzioni, per lasciare solo diplomatici-dirigenti e contrattisti locali, quelli che le leggi le possono invece interpretare per gli amici. E, sono disposti a mobilitare politicanti di ogni risma, a falsificare i dati sui servizi diplomatici stranieri per dimostrare che non ne bastano mille ce ne vogliono duemila... tremila di diplomatici! Si sono aiutati gli amici regalando residenze all’estero a candidati politici collusi con le mafie, conducendo qua e là affarucci riservati mestando nel fango, e togliendosi pure il capriccio di calpestare i valori fondanti della Repubblica. La casta politico-burocratica che ci governa è ormai un imbarazzante gruppo di potere, anti-Stato e anti - Europa, che difende i propri privilegi incurante dei sacrifici che devono fare tutti gli altri. Mors tua vita mea è l’unica etica che sa esprimere questa preclara accolita che si vuol collocare al di sopra degli italiani e dei nostri problemi. Le divinità non sono soggette alle leggi che valgono per tutti gli altri e infatti nell’Olimpo non vige nessuna trasparenza per gli dei, avvolti nelle nuvole. FILP lo ha denunciato: non si rendono pubblici i loro guadagni nonostante la legge lo imponga, non si valutano i loro risultati, non c’e’ nessuna conseguenza se sbagliano. Hanno le idee chiare nella cabina di comando: quando la nave naufraga è sempre e solo colpa dei marinai che vanno buttati a mare. Sognano che la lama della valutazione taglierà le ultime corde cui è legata la zavorra delle aree funzionali e allora sì sarà una bella crociera, alleggerita e rilassante. Gli illustri viaggiatori a bordo s’immaginano che saranno serviti da una variopinta ciurma di esotici mozzi contrattati nei vari porti del mondo e potranno bere champagne a volontà, sì perché la rappresentanza sarà salva, finanziata depredando i risparmi degli altri! E che vadano pure a fondo gli italiani, senza lavoro e a terra, che importa agli illustri naviganti? FILP vuole risvegliarli dal sogno difendendo la legalità e i nostri posti di lavoro. Senza il lavoro delle aree funzionali il MAE si autocondanna a finire sott’acqua. FILP sollecita tutti ad inviare a http://www.palazzochigi.it/scrivia/RedWeb_Form.htm idee, proposte e proteste (in luogo dei fax inviati dalle sedi che non hanno sortito alcun effetto). Il Coordinatore generale Maurizio Polselli MAE (Ministero Affari Esteri): VALUTAZIONI e PERFORMANCE Azione di tutela legale dopo la valutazione di II istanza. Avvio con il TENTATIVO di CONCILIAZIONE Così come fatto per altre questioni, FILP ricorda che nulla è stato modificato del sistema delle valutazioni al MAE, nonostante le nostre richieste dirette al Ministro Terzi di sospenderlo. Però il tempo passa ed i termini decorrono. Il 30 aprile è stata fatta la valutazione di II istanza, come se nulla fosse. Si è inteso procedere a testa bassa, ignorando tutto e tutti. FILP, quindi, suggerisce a tutti coloro che hanno avuto una valutazione inferiore a 96 di avviare l’azione di tutela legale, con l’invio della richiesta di tentativo di conciliazione, che sarà offerta a costi di estremo favore per gli iscritti. Si ricordano, per memoria, tali condizioni di estremo favore per i costi dell’azione legale. Poiché questo sindacato è convinto di fare una cosa più che giusta, FILP anticiperà l’intero costo per gli iscritti, mentre i non iscrritti/simpatizzanti verseranno una simbolica quota di trentacinque euro. FILP chiederà in giudizio a titolo di risarcimento indennizzi per perdita di chance e danno all’immagine (somme modeste che iptizziamo essere attorno ai 1000/1500 euro). Per questo, anche a fronte della difesa comune del posto di lavoro, FILP chiederà la partecipazione pro quota a favore del sindacato in caso di esito positivo nella misura del 20% del liquidato, da versare direttamente in stanza sindacale o sul cc corrente del sindacato (coordinate che saranno comunicate in prossimità della sentenza). In allegato, il modello di tentativo di conciliazione, con parte delle possibili motivazioni, da completare e da inviare entro il 30 giugno c.a. per interrompere la prescrizione, con avviso di inviarne una copia a: FILP.AFFARIESTERI@farnesino.it o sindacato.filp@esteri.it Si tratta del tentativo di conciliazione – facoltativo e non più obbligatorio – delle vertenze di lavoro ex art. 410 del c.p.c. (così come modificato dalla Lg. 183/10) che si svolge dinanzi alla Commissione istituita presso la Direzione Provinciale del Lavoro (DPL): nel nostro caso della DPL di Roma. La richiesta del tentativo di conciliazione deve essere inviata alla DPL e al MAE a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o con deposito a mano presso la stessa DPL allegando alla DPL copia della ricevuta di invio della raccomandata al MAE. Per quanto riguarda i tempi, secondo una interpretazione, il termine di decadenza per la proposizione del ricorso innanzi al Giudice è di 270 gg. dalla comunicazione della valutazione di II istanza (30 aprile) e se preceduto da conciliazione non riuscita o rifiutata, entro 60 gg. dal mancato accordo o dal rifiuto. Dinanzi alla Commissione, il ricorrente può presentarsi di persona con l'assistenza di un rappresentante dell'Organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. In alternativa, il ricorrente può farsi rappresentare da un legale di fiducia del sindacato, conferendo allo stesso delega a conciliare e a transigere: in tal caso non si giustifica l'assistenza del rappresentante sindacale che altrimenti, nei fatti, si tradurrebbe in un'assistenza al legale che sarebbe, però, di dubbia natura e non in linea con la norma. 2 Coordinamento Nazionale FILP Farnesina pag. 3 MOD. ORD. Alla Direzione Provinciale del Lavoro di Roma - Servizio Politiche del Lavoro Commissione Provinciale di Conciliazione delle Controversie Individuali di Lavoro Via Cesare de Lollis 12 - 00185 Roma Al/Alla………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………… Oggetto : Tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 410 cpc così come novellato dalla Legge n. 183 del 4/11/2010. Parte Attrice : Il sottoscritto* (COGNOME E NOME)_________________________________________________ nato a____________________________________ il _________________ nazionalità __________________________ residente nel comune di*_________________________________________________ Provincia*______________ Via*_______________________________________________________________n.*_________ CA.P.*___________ Tel ______________________Fax ______________________ mail ______________________@_________________ Chiede che sia esperito il tentativo di conciliazione di cui all’oggetto nei confronti del Parte convenuta : datore di lavoro Ministero Affari Esteri residente nel Comune di ROMA, Piazzale Farnesina n. 1, C.A.P 00136 Tel______________________Fax ______________________ mail ___________________@____________________ Esposizione dei fatti e delle ragioni poste a fondamento della pretesa : Comune dove è sorto il rapporto ovvero dove si trova l'azienda o sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto*___________________________ (____ ) periodo di lavoro dal* ______________ al*___________________ mansioni*________________________________ qualifica di*____________________________________________________________________________ _________ per le seguenti cause (ESPORRE I FATTI POSTI A FONDAMENTO DELLA RICHIESTA) * : aver ricevuto una valutazione della performance individuale - - - - - che non corrisponde ai dati obiettivi e ai risultati raggiunti, che non è motivata adeguatamente, che non corrisponde alle previsioni di legge, che non è il risultato di un procedimento trasparente come previsto dalle vigenti disposizioni di legge che manca di presupposti oggettivi in quanto il valutatore non ha posto in essere le necessarie attività ed operazioni indispensabili per formulare un giudizio valido. _________________ Elegge come domicilio per le comunicazioni quello indicato sopra Roma*__________________________ IN FEDE * _____________________________ Firma e Timbro (solo per i datori lavoro ) *campi obbligatori - COPIA DELLA RICHIESTA DEL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE DEVE ESSERE CONSEGNATA O SPEDITA CON RACCOMANDATA CON AVVISO DI RICEVIMENTO A CURA DELLA PARTE ATTRICE ALLA PARTE CONVENUTA. - SE LA PARTE CONVENUTA INTENDE ADERIRE ALLA PROCEDURA DI CONCILIAZIONE DEPOSITA PRESSO LA COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE ENTRO 20 GIORNI DAL RICEVIMENTO DELLA PRESENTE UNA MEMORIA CONTENENTE LE ECCEZIONI IN FATTO E IN DIRITTO, NONCHE’ LE EVENTUALI DOMANDE IN VIA RICONVENZIONALE.


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